29/06/2010 UNA 'RETATA' INCIVILE
In Belgio Dan Brown prende il posto dell’ispettore Closeu? Ciò che è accaduto a Mechelen, in Belgio, con la ‘scusa’ della perquisizione nella casa arcivescovile dimostra un tasso di inciviltà giuridica e improvvisazione civile indegno di un grande paese europeo. L’autorizazione del magistrato tendeva a sequestrare i dossier che la stessa curia custodiva temporaneamente per la Commissione di inchiesta indipendente, dopo che su indicazione del Papa e dell’Arcivescovo. Và da sé che la stessa Commissione avrebbe inviato i ‘dossier’ penalmente rilevanti al magistrato. Forse si aveva fretta di sbattere in prima pagina la Chiesa e qualche altro Vescovo per ragioni di bottega, forse si voleva cercare un caso eclatante. Fatto sta che si è trattata di una ‘retata’ di vescovi, autorizzata solo in parte dal magistrato del posto. Sì, un retata senza precedenti nel mondo contemporaneo che solo in parte assomiglia alle violenze delle ‘camice brune’ di Hitler o delle ‘guardie rivoluzionarie’ di Lenin. Per trovare qualcosa di simile si deve tornare al ‘Terrore’ di Robespierre. Vescovi reclusi in una stanza senza cibo e acqua, tombe profanate e divelte nella cripta della Cattedrale alla ricerca di ‘prove schiaccianti’. Dal premier Laterme, non ancora ripresosi dalla batosta elettorale, a commento della inacettabile vicenda, solo sprezzanti parole verso la Chiesa e il Vaticano. Nulla è stato trovato perché nulla c’è da nascondere, la Chiesa Belga come tutte le altre sono totalmente in linea con l’ordine del Papa, tolleranza ‘zero’ e collaborazione ‘100%’. Il Belgio ora dimostri la sua civiltà, apra una indagine sull’operato inacettabile di quel magistrato e di quella polizia di Mechelen. Negli anni del Terrore, i sacerdoti che non giuravano fedeltà alla rivoluzione, venivano deportati, incarcerati, lasciati morire di stenti. Oggi la stessa cosa accade in Belgio,alla Chiesa che vuol combattere la pedofilia senza sottomettersi al pensiero dominante.
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